2007 [Amon/Nimh] Sator

I misteri del quadrato magico

Amon/Nimh
Sator
2007, Eibon Records
CD

Andrea Marutti è considerato ormai da anni un punto di riferimento nell’ambiente della sperimentazione elettronica in Italia. Con la sua etichetta Aferecords produce talentuosi emergenti ma anche affermati manipolatori del suono nostrani. Tra i suoi vari progetti, Amon è uno dei più datati e tra quelli che hanno suscitato sempre maggiore interesse, grazie ad un velo di sotteso mistero che aleggia nella sua (non) musica. Nimh invece risponde al nome del romano Giuseppe Verticchio e ha dalla sua parte già diverse pubblicazioni a carattere sperimentale e dark ambient.
La collaborazione tra i due artisti verte, come si può notare già dalla copertina del digipak ottimamente curato da Mauro Berchi, sulla messa “in suoni” del quadrato magico romano, ovverosia cinque parole palindrome che posizionate una sotto l’altra formano un quadrato di cinque per cinque lettere, leggibile alternativamente da sinistra a destra e viceversa per ciascuna riga, nonché dall’alto verso il basso e viceversa per ciascuna colonna. Ovviamente le cinque lunghe tracce che compongono il lavoro portano i nomi delle cinque parole che formano il quadrato, lette dal basso verso l’alto: Rotas, Opera, Tenet, Arepo, Sator. Musicalmente la collaborazione si articola nell’esecuzione e nel montaggio dei suoni da parte di entrambi gli artisti, assieme e senza alternanze. In tre occasioni interviene in supporto anche il lavoro di Daniele Gherardi, che impreziosisce i brani suonando oggetti metallici e di vario tipo in Opera, l’e-bow guitar in Arepo e lavorando sul pitch shit e sulla generazione dell’audio. In generale, le sonorità si sviluppano su d’un canovaccio decisamente minimale. Ma qui, a differenza di altri lavori sotto il progetto Amon, non si punta a giocare esclusivamente sulle micro-variazioni: le folate di drones e i persistenti field recording sono affiancati da elaborati campionamente ed effetti (come il ring modulator), nonché da interventi di percussioni e strumentazione elettronica e non di varia natura (la già citata e-bow guitar ed un particolare modello di zither russo). Le sonorità cercate non sono meno misteriose del significato del quadrato magico stesso che rappresentano. L’ascolto è come un viaggio dentro le voragini della terra, con suoni che rimbombano e si amplificano minacciosi fino alle volte di una grandiosa cava di tufo, riempita di un’atmosfera scura che sa di muffa. L’imperscrutabilità del soggetto si riflette nell’oscurità sonora, ricreando ambientazioni che possono esulare dalla mera esperienza uditiva.
Una collaborazione quanto mai preziosa, che spicca nel panorama dark ambient e sperimentale italiano, e non solo per la caratura dei nomi in gioco. Se volete cimentarvi nell’ascolto di questo “sotto-genere” così prolifico, questo è un buon punto di partenza. Ma non cercate coordinate o punti cardinali: entrati in questo mondo non ne troverete, così come non si possono trovare all’interno di un quadrato magico.

Davide Buzzoni

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