2006 [Solefald] Black For Death: An Icelandic Odyssey Part II

Of wolves, gods and men

Solefald
Black For Death: An Icelandic Odyssey Part II
2006, Season Of Mist
CD

bfd cover

Dopo l’uscita della prima parte del concept attorno all’odissea dello scaldo Bragi, l’eclettico duo di Oslo se ne torna sull’amena Islanda per completare la seconda parte dell’opera. La vendetta del reietto di Reykjavik sui suoi avversari era attesa da molti nell’ambiente metal d’avanguardia, vista l’eccellente qualità della prima parte dell’opera, Red For Fire. La partenza, anello di congiunzione concettuale, nonché riassunto e dichiarazione d’intenti, è di quelle da cardiopalma: chitarroni “à la black metal” e blast beats tentano di massacrare violini tesissimi e nevrotici, che volteggiano in cielo insieme ai cori di Lazare, mentre a terra la voce da lupo di Cornelius sbraita minacce, impantanata tra neve e asperità. Il proseguo dell’album è affidato alle più svariate soluzioni stilistiche, a conferma del fatto che i Solefald anche se vogliono fare viking, lo fanno pur sempre d’avanguardia. La ricerca melodica porta con sé la grande capacità di evocare scenari e personaggi che compaiono nello svolgersi del racconto, come ad esempio la conversazione con il Nano d’Argento, surreale nelle sue ritmiche sghembe o il magniloquente canto rivolto ai padri antenati in Allfathers. Sicuramente meritevoli di menzione anche gli intermezzi, sia quelli jazzati come Underworld e Dark Waves Dying (che tradisce però un’impalcatura metallica), sia le Lokasenna, recitate in islandese da un esponente di spicco della locale religione Asatrù. Ad impreziosire un lotto di brani già eccelso, ci pensa l’ospite di eccezione, Garm, interprete magistrale di una riproposizione di White Frost Queen (presente già in Red For Fire), mutata in Loki Trickster God dalla sua eclettica ugola.
Probabilmente uno dei dischi metal dell’anno 2006, d’ascoltare tassativamente insieme alla sua controparte, per chi si fosse perso una delle perle del 2005. Solefald, al solito, progetto tra i più interessanti in assoluto in ambito metal.

Davide Buzzoni

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