2007 [Rukkanor] Despartica – Face One

Suggestioni albioniche

Rukkanor
Despartica – Face One
2007, War Office Propaganda / Rage In Eden
CD

Chi l’avrebbe mai detto che il “marzialista” più famoso di Polonia si sarebbe prodigato a realizzare un disco ispirandosi addirittura a illustri poeti britannici? Ebbene, col suo personalissimo progetto Rukkanor, venuto alla ribalta grazie all’arabeggiante Deora, Robert Marciniak decide di ampliare nuovamente i propri confini espressivi, allargando perfino il numero di strumenti da utilizzare.
Despartica – Face One (a cui si spera segua una face two) altro non è che una raccolta di brani ispirati ognuno a una poesia di un autore britannico diverso (fa eccezione The Old Woman dell’americano Joseph Campbell), cronologicamente inseriti tra la seconda metà del ‘700 e la prima del ‘900, con conseguente varietà di temi e interpretazioni.
Parlando di musica, tutti e dieci i brani che compongono il disco hanno una caratteristica che li accomuna, la preponderante sezione ritmica come da tradizione Rukkanor, più solenne del solito ma non per questo meno dinamica, anzi dotata di una varietà non comune per sfumature (dalla normale batteria a rullate militaresche, percussioni tribali, drum-machine e campane di vetro). Altro consolidato marchio di fabbrica del polacco sono i sintetizzatori e gli arrangiamenti orchestrali, di qualità sempre maggiore in termini di nitidezza e potenza, un campionamento e una selezione da autentico professionista che va a condire occasionali incursioni chitarristiche (sul finale di Beauty And Beauty, o nella bluesly The Old Woman), a cui si aggiunge la calda voce di Marciniak intento a leggere i testi poetici di cui sopra.
Nel complesso Despartica risulta un’opera ben amalgamata, in cui non emergono particolari stonature; da segnalare l’inaspettato sample di un’intervista TV al fisico Stephen Hawking, a fare da contrappunto scientifico alla poesia di Yeats (Before The World Was Made); la più classicamente marziale Anthem For A Doomed Youth (Wilfred Owen) e la magnetica seppur scarna A Poison Tree (William Blake). Ad impreziosire un disco già di per sé degno d’essere ascoltato, il meraviglioso artwork di Michal Karcz.

Guglielmo Cherchi

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