2008 [Darkspace] Dark Space III

Formaggio coi buchi neri

Darkspace
Dark Space III
2008, Avantgarde Music
CD

Nati per volere del simpatico Wroth (al secolo Tobias Möckl), già Wintherr nel suo personale progetto Paysage D’Hiver, gli svizzeri Darkspace si sono affermati tra il grande pubblico solo nel 2006, in occasione delle ristampa messa in atto dalla nostrana Avantgarde Music dei primi due full-length.
Pur non troppo dissimili come basi da Paysage D’Hiver, i nostri si distinguono per un ancor più esasperato utilizzo dei propri strumenti, che diventano un mare in tempesta che non intende placarsi. C’è il black metal, asettico, veloce, senza particolari variazioni sul tema, così come c’è un tappeto elettronico tanto semplice quanto efficace, figlio dell’esperienza di Wroth, che costruisce droni e vomita riff come una macchina.
Così sembra di essere finiti in un campo d’asteroidi, di essere risucchiati da una miriade di buchi neri, è un fluire continuo di muri sonori, solo raramente intervallati da brevi stacchi ambientali lo-fi. C’è da dire che a differenza degli scorsi capitoli quest’ultimo tende ad essere più metallico e perfino leggermente più vario sotto il profilo ritmico, ma è anche vero che si tratta del disco più lungo della (fin qui) trilogia.
Cambiamenti radicali non ce ne son stati, qualche aggiustamento al tiro senz’altro, più curati certi suoni che un tempo avrebbero graffiato maggiormente le nostre casse (oltre ai nostri timpani); d’altra parte riesce difficile immaginare alle possibili evoluzioni di un sound simile, io stesso fatico a immaginare i Darkspace diversi da ciò che sono, distanti dalla primordialità che son riusciti a estrapolare dallo spazio più oscuro e profondo, lontani anni luce dal sound patinato e da pretestuosi esperimenti elettronici.
Se non conoscete ancora i Darkspace, il mio invito è di ascoltare il primo capitolo, per farsi un’idea e valutare se lasciarsi rapire o meno da questi alieni bernesi.

Guglielmo Cherchi

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